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I cittadini non chiedono grandi opere: chiedono città che funzionino
I cittadini non chiedono grandi opere: chiedono città che funzionino
Ogni campagna elettorale sembra seguire lo stesso copione. Si parla di grandi opere, inaugurazioni, nuovi progetti e investimenti miliardari. Si promette di trasformare le città con interventi straordinari.
Ma è davvero questo che chiedono i cittadini?
La risposta, nella maggior parte dei casi, è no.
I cittadini chiedono innanzitutto una buona amministrazione urbana e servizi efficienti. Chiedono strade pulite, marciapiedi sicuri, parchi curati, alberi sani, manutenzione costante, illuminazione pubblica efficiente, decoro urbano e servizi che funzionino davvero.
Da giugno a settembre chiedono soprattutto una cosa: poter vivere la propria città senza essere travolti dal caldo.
Le estati sono sempre più lunghe e sempre più torride. Piazze completamente pavimentate, asfalto, cemento e superfici impermeabili che accumulano calore trasformano molti quartieri in vere e proprie isole di calore urbane, un problema sempre più centrale nella pianificazione urbana delle città sostenibili.
Eppure la soluzione è conosciuta da sempre.
Si chiama natura.
Alberi adulti, ombra, suoli permeabili, parchi urbani, ville storiche, prati e una manutenzione continua del verde urbano rappresentano la migliore infrastruttura climatica di cui una città possa disporre.
Per questo è arrivato il momento di cambiare completamente il modo di progettare le città.
Non si dovrebbe più partire dagli edifici, dalle strade o dalle piazze per poi cercare, alla fine, dove inserire qualche albero.
Bisogna partire dal capitale naturale.
Solo dopo si progetta tutto il resto.
È questo il vero cambio di paradigma nella pianificazione urbana sostenibile e nello sviluppo di città sostenibili.
Per questo la domanda che i cittadini dovrebbero porre a ogni candidato sindaco è molto semplice:
Come intendete aumentare il capitale naturale della città? Come ridurre il consumo di suolo? Come migliorare la manutenzione urbana? Come progettare mettendo il capitale naturale al centro dello sviluppo urbano sostenibile?
Queste sono le risposte che incidono davvero sulla qualità della vita.
Perché una città non si misura dal numero delle opere inaugurate, ma da come si vive ogni giorno.
Le città del futuro non premieranno chi avrà tagliato più nastri, ma chi avrà garantito più ombra, più manutenzione, più pulizia, più decoro urbano, meno consumo di suolo e una migliore qualità della vita.
In fondo, amministrare bene significa proprio questo: fare bene l’ordinario, ogni giorno.
Il resto viene dopo.
Perché il capitale naturale non è un accessorio. È l’infrastruttura primaria su cui costruire il futuro delle nostre città sostenibili.
Marco Visconti