Quel manifesto è falso. Non colpisce solo la riforma, ma la democrazia.
Il manifesto contro la separazione delle carriere nella magistratura utilizza uno slogan efficace ma falso: nella riforma non è previsto nulla che sottoponga i giudici alla politica.
La riforma della giustizia mantiene intatta l’indipendenza della magistratura, separa in modo più netto chi giudica da chi accusa e interviene sul CSM introducendo il sorteggio per contrastare il correntismo.
Quel messaggio non entra nel merito delle norme, ma costruisce una paura artificiale e, delegittimando la politica, finisce per colpire il principio stesso della democrazia rappresentativa.
La separazione delle carriere si può discutere, ma solo sul contenuto reale, non su slogan che sostituiscono il confronto con la disinformazione.