Trent’anni di dipendenza energetica: perché la crisi non nasce oggi.
Perché la crisi non nasce oggi (e cosa sta cambiando)
Un errore di analisi che altera il dibattito
Attribuire la crisi energetica italiana agli ultimi anni è una semplificazione che non regge a un’analisi dei dati, delle date e delle decisioni stratificate nel tempo.
Il sistema energetico italiano è il risultato di una traiettoria lunga almeno trent’anni.
La crisi recente ne è stata la manifestazione, non l’origine.
I dati (quelli che contano)
L’Italia importa circa il 70–75% dell’energia che consuma.
Una quota tra le più alte in Europa, stabile nel tempo.
Questa condizione non nasce oggi.
Deriva da scelte strutturali:
• uscita dal nucleare (1987)
• riduzione delle estrazioni nazionali
• sviluppo delle rinnovabili non accompagnato da un adeguato sistema infrastrutturale
La conclusione è chiara:
👉 la dipendenza è strutturale, non contingente.
Cronologia della crisi
Per capire davvero, bisogna guardare alle date.
2021
Aumento dei prezzi energetici a livello globale.
2022
Crisi geopolitica e shock sulle forniture.
Ottobre 2022
Insediamento del governo Meloni.
Il punto è semplice:
👉 la fase acuta della crisi precede l’attuale governo.
Lacci e lacciuoli
Nel tempo, il sistema energetico italiano si è sviluppato dentro un quadro normativo sempre più complesso.
Autorizzazioni lente.
Competenze frammentate.
Iter incerti.
Questo ha prodotto un effetto concreto:
👉 infrastrutture rallentate e capacità operativa ridotta.
E basta guardare l’Europa per capirlo.
Francia
Ha mantenuto il nucleare → sistema stabile e programmabile
Spagna
Mix equilibrato → rinnovabili + nucleare
Regno Unito
Sta investendo nel nucleare → sicurezza energetica
Italia
Niente nucleare → alta dipendenza dall’estero
Germania: una transizione complessa
La Germania ha completato l’uscita dal nucleare nel 2023.
Questa scelta si inserisce in una strategia orientata alla crescita delle rinnovabili. Tuttavia, la fase di transizione ha evidenziato alcune criticità.
Per garantire la continuità del sistema, è stato necessario:
• mantenere centrali a carbone
• in alcuni casi, riattivarle
Questo non è un giudizio politico, ma un dato tecnico.
👉 La transizione energetica richiede un equilibrio tra fonti.
👉 Le fonti programmabili restano necessarie.
Il punto tecnico
Nessun Paese industriale basa il proprio sistema energetico esclusivamente sulle rinnovabili.
Per una ragione semplice:
• non sono completamente programmabili
• richiedono sistemi di accumulo ancora limitati
• necessitano di fonti di supporto
👉 Serve un mix energetico in grado di garantire continuità, sicurezza e stabilità.
Rinnovabili e paesaggio: il caso italiano
In un Paese come l’Italia, il tema delle rinnovabili non può essere affrontato in modo astratto.
Fotovoltaico ed eolico non devono essere semplicemente installati.
Devono essere progettati.
👉 Integrati nel paesaggio, non sovrapposti ad esso.
L’Italia è il Bel Paese.
Un equilibrio unico tra:
• produzione
• territorio
• identità
La sfida non è solo produrre energia.
È farlo senza compromettere:
• il valore paesaggistico
• l’attrattività turistica
• l’equilibrio economico del territorio
Questo richiede:
• pianificazione
• progettazione
• visione infrastrutturale
👉 Il capitale naturale non è un vincolo.
👉 È parte del sistema.
Cosa ha fatto il governo Meloni
In questo contesto si inserisce l’azione del governo guidato da Giorgia Meloni.
Non si tratta di affermare che la crisi sia risolta,
ma di riconoscere un cambio di approccio.
Interventi principali:
• diversificazione delle forniture energetiche
• sviluppo delle infrastrutture strategiche
• interventi tramite decreti energia
• semplificazione delle procedure
• avvio del percorso per il ritorno del nucleare
👉 Un passaggio dalla gestione dell’emergenza alla costruzione del sistema.
La crisi energetica italiana non nasce oggi.
È il risultato di scelte stratificate nel tempo.
Oggi, però, emerge un elemento nuovo:
👉 la volontà di costruire un sistema più solido.
Un sistema che tenga insieme:
• sicurezza energetica
• sviluppo economico
• tutela del territorio
Perché l’energia non è un tema settoriale.
È una infrastruttura.
L’energia non è ideologia.
È sistema.
Marco Visconti
Giornalista