Il progetto della Sinistra è chiaro: cancellare valori, tradizioni e identità.
Il progetto della Sinistra è chiaro: cancellare valori, tradizioni e identità.
Negli ultimi anni assistiamo a un fenomeno evidente, sistematico, intenzionale: un tentativo della Sinistra di riscrivere ciò che siamo, svuotando i valori che hanno plasmato la nostra identità nazionale, culturale e spirituale.
Un’operazione di snaturalizzazione mascherata da “modernità”, “progresso” o “inclusione”, ma che nella sostanza punta a scardinare simboli, tradizioni e riferimenti che hanno costruito la nostra civiltà.
E così, forzatura dopo forzatura, siamo arrivati a:
il “niente presepe perché offende”;
l’introduzione perfino all’asilo di un’educazione sessuale e affettiva totalmente scollegata dal buon senso e dalle priorità educative;
l’estremizzazione di frange ideologiche, con un politicamente corretto trasformato in un codice che pretende di disciplinare linguaggi, comportamenti e tradizioni.
Una deriva talmente assurda che persino protagonisti della cultura italiana la denunciano senza esitazione.
Carlo Verdone, icona della nostra commedia, ha dichiarato:
«Non si può cancellare Shakespeare, il più grande scrittore del mondo, perché è troppo patriarcale ed è contro le donne.
E se seguiamo questa logica, l’80% della commedia all’italiana sarebbe da eliminare.»
Il messaggio implicito è chiarissimo: quasi che essere italiani sia diventato un problema.
E allora via a ribaltare la realtà: ciò che per secoli è stato cultura e civiltà oggi viene raccontato come qualcosa da rinnegare, censurare o considerare “scomodo”.
La narrazione distorta: sicurezza, ambiente e realtà negata.
Nel frattempo si sorvola sulle criticità legate alla criminalità connessa ai flussi irregolari, preferendo attaccare quotidianamente le nostre Forze dell’Ordine.
E sul fronte ambientale riemergono le derive pseudo-ecologiste: slogan radicali da una parte, mentre dall’altra aumentano consumo di suolo e interventi sugli alberi di pregio con procedure che definirle opache è un eufemismo.
In molte grandi città, i principali strumenti urbanistici — compresi i Piani Regolatori — sono stati presentati come modelli di sostenibilità.
Ma numerosi studi e osservatori indipendenti mostrano come questi strumenti abbiano spesso accompagnato un incremento del consumo di suolo e pratiche di greenwashing: interventi annunciati come “verdi”, ma che nei fatti producono benefici ambientali marginali e incoerenti con gli obiettivi dichiarati.
È una narrazione fabbricata, priva di dati e lontanissima dalla realtà.
Propaganda allo stato puro.
Per anni nel mirino: cibo, agricoltura, imprese, lavoro.
Lo schema è sempre lo stesso: indebolire ciò che rende forte l’Italia, non solo nei valori, ma anche nella produzione e nel tessuto economico.
Per anni nel mirino sono finiti i settori che rappresentano l’eccellenza nazionale:
• agroalimentare e Made in Italy: attaccati da Nutriscore, carne sintetica e regolamenti surreali;
• agricoltura: schiacciata da normative ambientali irrealistiche e tagli alla PAC;
• PMI e manifattura: soffocate da burocrazia e costi energetici;
• automotive: messo a rischio dall’abolizione ideologica del motore endotermico;
• distretti produttivi: penalizzati da politiche fiscali europee sbilanciate;
• energia: resa fragile da anni di dipendenza estera;
• infrastrutture strategiche: paralizzate da veti ideologici e ritardi infiniti.
Un attacco lento, silenzioso, costante.
Un logoramento scientifico di ciò che produce valore, lavoro e futuro.
Il cambio di passo del Governo Meloni.
Ed è su tutti questi fronti — agroalimentare, industria, energie, automotive, logistica — che il Governo Meloni ha riportato l’Italia al centro dei tavoli europei.
Un lavoro duro, complesso, spesso controcorrente, ma orientato finalmente a un obiettivo chiaro e non negoziabile:
difendere l’interesse nazionale e restituire all’Italia un ruolo da protagonista.
Ogni trattativa, ogni negoziato, ogni posizione portata in Europa risponde a una sola missione:
far tornare più forte il nostro Paese.
Ed è così che si governa: con visione, compattezza, credibilità.
Non vogliono governare. Vogliono tornare al potere.
La Sinistra lo dimostra ogni giorno:
• attacchi all’Italia in Europa su questioni inesistenti;
• alleanze improvvisate pur di rientrare dalla finestra;
• tentativi di bloccare il Paese anche a costo di danneggiarlo.
L’obiettivo non è partecipare alla vita democratica, ma delegittimare chi governa per riprendersi ciò che hanno perso.
E come si dice: il potere logora chi non ce l’ha.
Oggi più che mai si vede quanto stia logorando chi ha costruito il proprio profilo politico solo sulla contrapposizione, mai sui risultati.
Ai detrattori voglio dire una cosa semplice:
dopo dieci anni di Sinistra al potere senza mai vincere le elezioni, governi nati da operazioni di palazzo che hanno relegato l’Italia in serie C, oggi pretendono che in soli tre anni Giorgia Meloni risolva tutti i problemi generati da loro stessi.
Un paradosso che si commenta da solo.
La verità è un’altra:
da quando c’è Giorgia Meloni l’Italia è tornata forte.
E sarà sempre più forte.