VERDE URBANO, CLIMA E RESPONSABILITÀ ISTITUZIONALE
Marco Visconti
Presidente del Comitato per lo Sviluppo del Verde Pubblico
Una legge ignorata, una strategia tradita
In Italia, la Legge 10/2013 offre un quadro normativo chiaro per la tutela del verde urbano. Censimento degli alberi, bilancio arboreo annuale, responsabilità gestionali definite, integrazione del verde nei regolamenti edilizi: gli obblighi per i Comuni sono noti e precisi.
Eppure, salvo rare eccezioni, questi strumenti restano inapplicati. I piani esistono, ma si fermano alla carta. La realtà urbana continua a produrre piazze senz’alberi, scuole prive d’ombra, cantieri impermeabili, progetti che ignorano ogni criterio di adattamento climatico.
Una conferma autorevole: il caso ISPRA
In un’intervista pubblicata il 5 luglio 2025, il professor Michele Munafò, dirigente dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ha descritto con grande lucidità lo scarto tra le strategie dichiarate e la realtà delle nostre città.
Munafò ha affermato che “l’adattamento climatico è ancora una chimera” e che gli interventi di riqualificazione urbana, pur formalmente inseriti in strategie ambientali, “sembrano non tenere in minima considerazione i criteri per mitigare le ondate di calore”. Ha inoltre sottolineato come “la Legge 10 sul verde pubblico sia stata poco applicata dalle nostre amministrazioni comunali”, mentre “stiamo ricoprendo le città di materiali che agiscono come grandissimi termosifoni”.
Sono dichiarazioni che confermano pienamente quanto ho evidenziato da tempo, in qualità di Presidente del Comitato per lo Sviluppo del Verde Pubblico, attraverso osservazioni pubbliche, note tecniche e documenti ufficiali.
Il nodo non è normativo. È amministrativo.
Il problema non è la mancanza di norme o di strumenti. Il problema è la distanza, ormai strutturale, tra ciò che si dichiara e ciò che si fa. È il divario tra la strategia sulla carta e l’azione reale, tra i bilanci arborei annunciati e le piazze senza un solo albero, tra i piani di adattamento approvati e i progetti pubblici che ignorano il microclima.
Nelle riunioni più recenti, il Comitato ha più volte affrontato con chiarezza il tema della mancata attuazione delle norme. Le leggi esistono. Ma vengono ignorate. E le città, intanto, diventano sempre più calde, impermeabili, invivibili.
Alberi e ombra non sono optional.
Il verde urbano non è un lusso estetico. È un’infrastruttura pubblica strategica. Abbassa le temperature, migliora la qualità dell’aria, trattiene l’acqua piovana, aumenta la sicurezza e l’accessibilità degli spazi. È una condizione di salute, di equità e di giustizia climatica.
Ogni ombra che manca è un albero che non c’è.
E ogni albero che non c’è è un’occasione perduta. Visibile. Misurabile. Reale.
Tre azioni urgenti e necessarie
Monitorare pubblicamente l’attuazione della Legge 10/2013, Comune per Comune, e renderne noti gli esiti.
Verificare l’effettiva applicazione dei piani di adattamento, con indicatori concreti sugli spazi urbani.
Rendere vincolanti i criteri ambientali nei progetti pubblici, a partire da scuole, piazze, parchi e quartieri vulnerabili.
Serve coerenza. Serve responsabilità.
L’adattamento climatico non può restare confinato nei documenti strategici.
Deve diventare un obbligo amministrativo, una pratica quotidiana, una scelta concreta e misurabile.
Perché il futuro non si costruisce con le parole, ma con alberi, ombra e decisioni pubbliche verificate sul campo.